Il punto sui bond

Rendimenti ai massimi da vent’anni: perché l’obbligazionario torna remunerativo

A cura di Francesco Castelli, Responsabile Obbligazionario di Banor


Il rialzo delle lunghe scadenze segna la fine dell’era dei tassi zero e apre una nuova fase per debito pubblico e finanziamento delle imprese.

I tassi governativi globali tornano sui livelli precedenti alla Grande Crisi finanziaria, una dinamica evidente anche sul Treasury USA a 30 anni. A spiegare la salita degli ultimi cinque anni sono soprattutto i tassi reali, mentre le aspettative di inflazione restano sostanzialmente ancorate. Sul lato dell’offerta pesano il Tesoro USA, con oltre 2.000 miliardi l’anno di nuove emissioni, e un anno record per le emissioni corporate, trainate dai bond legati all’intelligenza artificiale e alla costruzione dei data center. Il rialzo dei tassi si traduce poi in una discesa dei corsi, più marcata sui titoli governativi e sui corporate di alta qualità.

La discesa dei prezzi rappresenta quindi un’occasione di ingresso nel mercato obbligazionario, che torna a offrire agli investitori di lungo periodo strumenti capaci di proteggere dall’inflazione. Allo stesso tempo, le principali banche centrali restano orientate al rialzo dei tassi.

In questa fase, la sfida è bilanciare i rendimenti più interessanti con una traiettoria della politica monetaria ancora da definire.

 

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